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Google Knowledge Graph, il motore di ricerca che pensa e ragiona [VIDEO]

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Google Knowledge Graph promette di essere un ulteriore balzo in avanti nella scala evolutiva dei motori di ricerca. Si tratta di un innovativo sistema che consentirà di non avere più milioni di pagine come risultato di una propria ricerca sul Web, ma poche pagine più mirate e, ottimisticamente parlando, più vicine a ciò che stavamo cercando.

 Per molti versi la tecnologia Knowledge Graph promette di indirizzare con ancora più precisione le nostre ricerche sul Web. Si tratta di un sistema non molto semplice da spiegare a parole, soprattutto senza essere costretti ad entrare in particolari tecnicismi che, oltre ad essere eccessivamente complessi, in questo momento non sono nemmeno noti a chi lavora al di fuori di Mountain View. Infatti la Grande G per il momento non ha ancora rilasciato un algoritmo con il quale si possa spiegare esattamente il funzionamento di Knowledge Graph, ma solo il video ufficiale che vi riportiamo in apertura di questo articolo. In linea generale possiamo dire che l’obiettivo di questo nuovo sistema è di rendere la ricerca di Google ancora più sofisticata, permettendogli quasi di “ragionare” e “pensare” letteralmente su ciò che chiediamo e ciò che viene trovato. Il vecchio concetto della ricerca per parole chiave rischia di diventare ancora più vecchio, in quanto i contenuti stessi di ciò che cerchiamo sul Web diverranno sempre più fondamentali. Knowledge Graph, inoltre, promette di preparare anche una sorta di rappresentazione grafica della ricerca che abbiamo condotto, fornendo quasi una sorta di riassunto degli argomenti che all’algoritmo sembreranno più pertinenti a ciò che intendiamo trovare. Un sistema per ridurre drasticamente il numero di pagine che ci verranno restituite nei risultati di Google, ma non per scarsa qualità, bensì per la maggior precisione con cui il motore di ricerca farà il suo lavoro. Questo consentirà di fornire anche un riassunto veloce dei dati raccolti, consentendo di scegliere a colpo d’occhio quelli che a nostro modo di vedere sono i più interessanti e utili per le nostre esigenze. Quando vedremo però Knowledge Graph in azione sui nostri computer? Pare non troppo presto e, comunque, all’inizio sarà disponibile unicamente sul portale inglese della Grande G. Pare però che non si dovrà aspettare per tempi troppo lunghi, in quanto Google ha voluto rilasciare le prime indiscrezioni proprio perché si sente fiduciosa di poter completare il progetto in tempi relativamente brevi. Noi aspettiamo di vedere questo algoritmo in azione, sperando che le nostre ricerche divengano sempre più precise e facili da consultare. Un servizio basilare nel Mare Magnum che è ormai diventato il World Wide Web.

Samsung Galaxy S3, prime impressioni e giudizi [FOTO]

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Samsung Galaxy S3, presentazione Foto Samsung Galaxy S3, presentazione

La grande festa londinese è terminata e i giornalisti di tutto il mondo stanno man mano tornando a casa. Il Samsung Galaxy S3 è stato ufficialmente presentato al pubblico ed è l’argomento caldo della giornata. Smaltita la classica sbornia da presentazione, cosa ci rimane del nuovo smartphone coreano? È presto per una vera e propria recensione, ma possiamo sicuramente esprimere alcuni giudizi soggettivi su questo apparecchio.

 Parliamo innanzitutto dell’attesa e della presentazione in sé. Da questo punto di vista Samsung ha fatto un lavoro più che eccellente. Prima di oggi solamente Apple era riuscita a creare un’attesa e un’atmosfera di questo livello, a cui è corrisposta immancabilmente la presentazione di un apparecchio davvero di altissimo livello. Dopo aver visto i lanci di vari iPhone e iPad, possiamo sicuramente dire che anche Samsung è riuscita ad allestire uno spettacolo allo stesso livello di quelli di Cupertino, celebrati in tutto l’ambiente. Veniamo ora al telefono in sé. In questo momento è indubbiamente uno degli smartphone più avanzati mai visti nel mercato degli smartphone. Forse a seconda dei gusti potranno essere portate delle critiche o delle preferenze, ma senza alcun dubbio nel suo complesso si trova nelle primissime posizioni, se non sul gradino più alto del podio direttamente. Stiamo dicendo che il Samsung Galaxy S3 è più potente e prestante dell’iPhone 4S? Ci sbilanciamo e diciamo di sì, anche se la differenza temporale tra i due apparecchi è più di una giustificazione per Apple. Un confronto più equo lo si potrà fare con l’uscita dell’iPhone 5. Nel frattempo Samsung ha risposto alla rivale con varie feature davvero interessanti, come l’assistente vocale S Voice. Non solo Siri non è più l’unico software di questo livello, ma il prodotto della casa coreana sembra decisamente più avanzato rispetto a quello di Cupertino, non tanto per la presenza nativa dell’italiano (cosa comunque gradita), quanto per l’integrazione con tutti gli altri sistemi del telefono, dal giroscopio al GPS, passando per la fotocamera con eye tracking, ribattezzato dalla casa Smart Stay. L’unione di questi sistemi e del potente processore quad core da 1.4 GHz consente al telefono, per usare le stesse parole di Samsung, di “intuire ciò che l’utente desidera”. Numerosissime connessioni logiche tessute tra i vari programmi nativi consentono al telefono di agire e reagire a ciò che gli accade intorno, trasformandolo sempre di più in una vera “intelligenza artificiale”. Questi sistemi, così belli e affascinanti durante la presentazione, funzioneranno però anche nella vita reale di tutti i giorni, dove il telefono non potrà essere preparato e curato fin nei minimi particolari? Impossibile da stabilire al momento. Potremo esprimerci solamente quando potremo avere un esemplare in mano per più di qualche minuto e non sotto le luci artificiali dello stand Samsung di Londra. Vista l’affidabilità della casa asiatica, però, possiamo dire di essere molto fiduciosi. L’impressione è che Samsung questa volta abbia segnato un grossissimo punto a suo favore nell’eterna lotta con Apple, la quale dovrà faticare non poco per rimanere al passo. Aspettando di conoscere il prezzo ufficiale dell’apparecchio, discriminante non da poco, possiamo dire che la “maglia rosa” di questa gara degli smartphone in questo momento è sulle “spalle” del Samsung Galaxy S3. Vittoria definitiva o gli avversari potranno nuovamente sorpassare l’avversaria coreana?

Microsoft Woodstock, l’erede di Zune sfida iTunes Match

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Microsoft Woodstock, l’erede di Zune sfida il nuovo iTunes Match Zune non era semplicemente il nome del lettore Mp3 creato da Microsoft per sfidare l’iPod (missione, come sappiamo, fallita), ma anche di un servizio di condivisione della musica digitale concepito dalla casa di Redmond. Ora anche questo servizio andrà in pensione, ma verrà sostituito presto dal suo erede: Woodstock, un nuovo sfidante per iTunes Match, da pochi giorni disponibile in Italia.

 Microsoft Woodstock è un nome particolarmente evocativo, che rimanda ad uno dei concerti musicali più famosi dell’intera storia moderna. Un nome scelto ad hoc, quindi, che andrà ad affrontare il nuovo iTunes Match. Questo servizio, senza particolari squilli di tromba, è stato reso disponibile anche sul suolo italiano, dopo i recenti accordi di Apple con la SIAE. Microsoft non si è fatta attendere, anche se Woodstock è ben lontano dall’essere lanciato, figuriamoci nel nostro paese. Secondo quanto riferito, il debutto davanti al grande pubblico dovrebbe avvenire durante la prossima edizione dell’E3, che si terrà dal 5 al 7 giugno prossimi. A quel punto potremmo sapere qualcosa di più riguardo al nuovo prodotto online di Microsoft, anche se da quanto è già trapelato non risulta difficile immaginarne i servizi. Si tratterà di un’unione tra i sistemi di condivisione musicale come Spotify e le innovazioni proposte da iTunes Match. Infatti si potranno condividere le proprie playlist sui vari social network, parlare di musica e, ovviamente, sincronizzare via WiFi i propri dispositivi compatibili con la musica presente sul proprio PC. Non sarà un sistema esclusivo di Microsoft, in quanto sono previste le integrazioni con i principali sistemi operativi fissi e mobili, da Windows 8 fino a toccare Android e, naturalmente, iOS. La sfida con iTunes Match è quindi più che aperta. Tenendo conto che l’annuncio è previsto unicamente per giugno a Los Angeles, è prevedibile che passerà del tempo prima che questo servizio possa essere disponibile anche in Italia. In teoria, la stessa fatica fatta da Apple per convincere la SIAE ad aprirsi al nuovo modo di condividere legalmente la musica sul Web dovrebbe replicarsi anche con Microsoft, aggiungendo la compatibilità con i social network pensata dalla casa di Steve Ballmer. Infatti Woodstock dovrebbe permettere di condividere la propria musica sul profilo dei principali siti Web sociali, creando vere e proprie playlist di gruppo accessibili a tutti. Non fatichiamo a credere che qualcuno possa avere qualcosa da ridire circa questo metodo, così innovativo e in via di diffusione quanto contro le vecchie logiche del mercato musicale. Contemporaneamente bisogna ammettere che se la SIAE ha già ceduto ad iTunes Match e ad altri sistemi di condivisione, allora potrebbe essere più propensa a lasciar lavorare Microsoft. Un altro dubbio su Woodstock riguarda il prezzo: iTunes Match, infatti, è un servizio di iCloud, che però è necessario integrare a pagamento. Certo, si tratta di soli 24,99 € l’anno, per cui una cifra perfettamente abbordabile, ma ci si chiede se a Redmond stiano pensando di sfidare la Mela con un sistema più aggressivo, magari progettando un abbonamento annuale con un prezzo più economico e, quindi, più appetibile. Anche in questo caso, però, occorrerà passare attraverso le richieste delle major. Apple in Italia è riuscita a mantenere la sua politica di prezzo (sempre con la sua bizzarra conversione 1 $ = 1 €). Vedremo cosa riuscirà a fare Microsoft.