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Google Knowledge Graph, il motore di ricerca che pensa e ragiona [VIDEO]

Written by admin. Posted in Tecnologia

Google Knowledge Graph promette di essere un ulteriore balzo in avanti nella scala evolutiva dei motori di ricerca. Si tratta di un innovativo sistema che consentirà di non avere più milioni di pagine come risultato di una propria ricerca sul Web, ma poche pagine più mirate e, ottimisticamente parlando, più vicine a ciò che stavamo cercando.

 Per molti versi la tecnologia Knowledge Graph promette di indirizzare con ancora più precisione le nostre ricerche sul Web. Si tratta di un sistema non molto semplice da spiegare a parole, soprattutto senza essere costretti ad entrare in particolari tecnicismi che, oltre ad essere eccessivamente complessi, in questo momento non sono nemmeno noti a chi lavora al di fuori di Mountain View. Infatti la Grande G per il momento non ha ancora rilasciato un algoritmo con il quale si possa spiegare esattamente il funzionamento di Knowledge Graph, ma solo il video ufficiale che vi riportiamo in apertura di questo articolo. In linea generale possiamo dire che l’obiettivo di questo nuovo sistema è di rendere la ricerca di Google ancora più sofisticata, permettendogli quasi di “ragionare” e “pensare” letteralmente su ciò che chiediamo e ciò che viene trovato. Il vecchio concetto della ricerca per parole chiave rischia di diventare ancora più vecchio, in quanto i contenuti stessi di ciò che cerchiamo sul Web diverranno sempre più fondamentali. Knowledge Graph, inoltre, promette di preparare anche una sorta di rappresentazione grafica della ricerca che abbiamo condotto, fornendo quasi una sorta di riassunto degli argomenti che all’algoritmo sembreranno più pertinenti a ciò che intendiamo trovare. Un sistema per ridurre drasticamente il numero di pagine che ci verranno restituite nei risultati di Google, ma non per scarsa qualità, bensì per la maggior precisione con cui il motore di ricerca farà il suo lavoro. Questo consentirà di fornire anche un riassunto veloce dei dati raccolti, consentendo di scegliere a colpo d’occhio quelli che a nostro modo di vedere sono i più interessanti e utili per le nostre esigenze. Quando vedremo però Knowledge Graph in azione sui nostri computer? Pare non troppo presto e, comunque, all’inizio sarà disponibile unicamente sul portale inglese della Grande G. Pare però che non si dovrà aspettare per tempi troppo lunghi, in quanto Google ha voluto rilasciare le prime indiscrezioni proprio perché si sente fiduciosa di poter completare il progetto in tempi relativamente brevi. Noi aspettiamo di vedere questo algoritmo in azione, sperando che le nostre ricerche divengano sempre più precise e facili da consultare. Un servizio basilare nel Mare Magnum che è ormai diventato il World Wide Web.

Google vs. Oracle, si gioca con la terminologia

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Il legale Robert Van Nest ha fatto l'aringa finale nel processo che vede Google accusata di violazione di alcuni brevetti detenuti da Oracle. L'avvocato ha parlato per conto dell'azienda con sede a Mountain View e ha iniziando ricordando a tutti i membi della giuria che "questa causa non ha nulla a che vedere con Java contro Android."

Con questa premessa in testa, Van Nest ha quindi elencato i tre capisaldi della difesa di Google per questo caso:

- Google ha apportato sensibili modifiche per Android, senza avere alcuna specifica conoscenza del portfolio brevetti della Sun Microsistem

- La Virtual Machine di Android non viola il brevetto RE38,104

- Il tool dx di Android non viola il brevetto 6061,520

"Non c'è il minimo elemento di prova che il team di progettazione di Google sapesse o avesse mai visto questi brevetti" ha detto Van Nest, agiungendo che Oracle ha ammesso durante il processo di non aver mai fatto menzione di questi brevetti con qualcuno di Google, non prima di aver avviato la causa nel luglio del 2010.

Van Nest ha asserito che il brevetto 104 richiede che si faccia riferimento simbolico nelle istruzioni, chiarendo che "Android non ha mai usato riferimenti simbolici, ma riferimenti numerici." Questa causa ha gia palesato più volte come la terminologia sia facilmente interpretabile e manipolabile da entrambi le parti.

Un altro esempio è legato al brevetto 520. Van Nest ha spiegato come tutti i periti chiamati a testimoniare abbiano detto che tutti i passaggi del metodo devono essere presenti, inclusa la simulazione del bytecode. Ha quindi fatto notare che Android non ha implementato tale simulazione, come dichiara Oracle, ma un confronto di modelli.

Vodafone Cloud, caratteristiche e prezzi del nuovo servizio di storage online

Written by admin. Posted in Tecnologia

Nella giornata di ieri è stato presentato ufficialmente in Italia Vodafone Cloud, il primo servizio di storage online creato dal noto provider di origine inglese. Nonostante l’agguerrita concorrenza di avversari come Dropbox, iCloud e Google Drive, Vodafone conta di riuscire a sfondare sul mercato grazie alla semplicità di utilizzo, all’integrazione con la rete cellulare curata dall’azienda e, in futuro, anche con le reti LTE 4G.

 Parliamo prima di Vodafone Cloud, che di fatto è il servizio che prima di tutti arriverà sul mercato. Durante la presentazione è stato affrontato il problema delle esigenze degli utenti riguardo i loro documenti personali, oltre che musica, foto, filmati e ogni altra tipologia di file presente sul proprio computer. Con l’aumento delle dimensioni della qualità degli stessi e la diffusione delle reti cellulari ad alta velocità, Vodafone ha deciso di buttarsi in un mercato pieno di concorrenza, nei confronti della quale però può contare sul supporto della sua rete cellulare. La velocità verrà presto coperta dalle reti 4G LTE, ma anche con il 3G sarà possibile godere del servizio e avere sempre a disposizione i propri file. L’accesso a questi potrà essere effettuato sia tramite il proprio browser preferito, sia attraverso un client apposito che creerà una zona sul proprio computer sincronizzata automaticamente con il Web, in modo che basti incollare o creare un documento in questa zona per avere non solo il documento salvato, ma anche sempre a disposizione. Ovviamente è stata concepita per questo scopo anche un’app per smartphone e tablet, che sarà presto disponibile per i cellulari con Android e in breve tempo anche con iOS e Blackberry OS. Si parla anche di una versione per Windows Phone, per la quale, però, occorrerà aspettare ancora un po’. Una delle caratteristiche più particolari del servizio, soprattutto per quanto riguarda i dispositivi mobili, è che con l’app installata sul proprio telefonino o tablet sarà la SIM Card con il proprio numero d telefono a garantire la sicurezza dell’accesso ai dati. Saranno previsti dei limiti di spazio, che però saranno diversi a seconda dei file. Ad esempio i video non potranno pesare più di 950 MB, mentre i file musicali avranno un limite di 9 MB. Tutte barriere sufficienti a caricare materiale ad alta qualità, anche in HD. Saranno previsti due pacchetti di abbonamento: Vodafone Cloud 5 GB, che prevede appunto questa quantità di spazio al costo di 2 € al mese, oppure Vodafone Cloud Unlimited, che per 5 € al mese garantisce addirittura 1 TB di spazio. Non è previsto al momento un account gratuito, anche se entrambi i pacchetti sono offerti con un periodo di prova totalmente free di 3 mesi, terminati i quali si dovrà scegliere se iscriversi al servizio o meno. Come anticipato, Vodafone ha parlato anche delle reti LTE 4G. L’arrivo in Italia della rete cellulare super veloce è stata confermata, anche se purtroppo mancano ancora completamente delle date sicure circa il lancio commerciale. Durante la presentazione, però, sono state fatte delle dimostrazioni di velocità e di stabilità del segnale, che promette di rappresentare un salto in avanti equiparabile a quello fatto dalle linee ISDN alle attuali ADSL. Per quanto riguarda Vodafone Cloud, invece, dal 21 maggio inizierà un periodo di prova per addetti ai lavori, mentre l’11 giugno il servizio sarà disponibile per tutti coloro che vorranno sottoscriverlo.