Tempi duri per il settore dei libri. L’avvento degli e-book e degli e-book reader, infatti, sta per creare problemi non da poco riguardo alla loro gestione. Qualcosa di molto simile a quanto avvenuto per l’industria della musica con gli Mp3. Non a caso ancora una volta sarebbe coinvolta la Apple, insieme a cinque grandi editori americani.
Qual è il problema? Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha aperto un fascicolo nei confronti di Apple e degli editori Hachette, Harper Collins, MacMillan, Penguin e Simon&Schuster. L’accusa sarebbe di aver aperto un cartello del mercato degli e-book con metodi giudicati scorretti per la libera concorrenza. Per capire a cosa ci si riferisca, occorre andare agli albori del mercato del libro elettronico: un tempo la quasi totalità del mercato era nelle mani di Amazon, che grazie al suo Kindle e al facile collegamento con la rete era in grado di imporre i suoi prezzi agli editori. Non essendoci ancora un modello, era la stessa Amazon a stabilire il costo di ogni singolo libro, potendosi così permettere offerte molto convenienti e a volte persino sotto costo. Agli editori, però, ancora abituati al tipo di produzione e guadagni del cartaceo, la cosa non garbava moltissimo. Arrivò così il momento di Steve Jobs e del suo iBook Store. Apple, contrariamente ad Amazon, assunse il ruolo di mera agenzia di promozione degli e-book che aveva in gestione. Questa volta erano gli editori a stabilire il prezzo di vendita e siccome la casa di Cupertino tratteneva una percentuale, non aveva motivo di porre eccessivi freni al costo del singolo volume digitale. Ovviamente gli editori si sono mostrati molto più aperti nei confronti del “sistema agenzia” e il mercato stesso ha finito per costringere Amazon ad adottare lo stesso sistema di vendita. Ricordiamo che stiamo parlando di un mercato, quello americano, dove comunque i libri digitali costano molto meno che in Italia. Anche in Europa l’Antitrust si era spesso fatta delle domande circa la gestione di Apple del mercato degli e-book. In questo momento nulla può essere stabilito, in quanto le indagini sono ancora in corso. Come sempre, però, abbiamo da una parte gli editori, che ancora si ostinano a non volersi schiodare dai vecchi modelli di produzione e vendita, mentre dall’altra parte abbiamo gli utenti, che ancora non stanno dando sufficienti motivazioni a livello di acquisti perché il mercato si decida a fare il salto. A prescindere dalla questione puramente legale, voi pensate che sia giusto che gli e-book sostituiscano i libri cartacei, non fosse altro per pagarli di meno?
