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Alla NASA la Kinect viene usata per migliorare l’esperienza 3D

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Gli studenti alla NASA hanno scoperto che le gare di ballo e le partite di bowling non sono le uniche cose che si possono fare con la tecnologia della kinect.

Invece di collegare la Kinect alla Xbox, questi studenti del DEVELOP, il programma di training e sviluppo della NASA, hanno collegato la barra per il controllo dei movimenti della Microsoft al loro ambiente di sviluppo 3-D per visualizzare i dati dei satelliti orbitanti atorno al nostro pianeta.

L'ambiente virtuale, noto come HIVE (highly-portable immersive virtual environment), è posizionato all'interno di un sistema di 3 schermi bianchi, angolati di 120 gradi l'uno con l'altro. Per vivere l'esperienza del 3D, l'utente deve comunque vestire un paio di occhiali 3D mentre si muovono all'internio del sistema di schermi.

"Questi sono occhiali con una tecnologia molto più avanzata di quella usata per gli occhiali del cinema" ha spiegato Jasmine Walker, il supervisore del progetto HIVE al centro Langley Research di Hampton in Virginia "Si aprono e chiudono ad una frequenza di 120 herz ed hanno anche degli infrarossi per rendere l'effetto 3D più realistico".

"La nostra idea era quella di rendere l'HIVE una interfaccia più user-friendly. Quindi abbiamo pensato, e se invece di usare mouse e tastiera trovassimo un modo per usare il corpo?" ha aggiunto la Walker "Ora, mentre si usa HIVE, per cambiare una visualizzazione basta un gesto della mano e un comando vocale."

L'unico tipo di input che non è stato ancora possibile introdurre, è il riconoscimento facciale e il tracciamento delle dita. Ad ogni modo, con l'ausilio della Kinect l'esperienza dell'HIVe ha sicuramente fatto un deciso balzo in avanti verso una realtà fino ad ora sconosciuta.

"Un po tutti quelli che lavorano e hanno lavorato nel mio team amano i video game e tutti noi volevamo sviluppare il coinvolgimento e il realismo del 3D. Abbiamo visto molti altri gruppi che hanno integrato la Wii nei loro ambienti 3D. Se la Kinect può fare tutto quello che la Wii fa, ma senza nessun controller, abbiamo pensato che anche noi avremmo potuto fare altrettanto."

Alla Sony producono energia dalla carta

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Sony ha presentato il suo ultimo successo: una batteria alimentata a carta. La nuovissima bio-batteria usa una miscela di acqua e enzimi per decomporre la carta in cellulosa. Dopo l'attivazione, per scuotimento, la potenza prodotta dalla batteria è stata sufficiente per alimentare un piccolo ventilatore.

"La batteria si basa sullo stesso meccanismo che permette alle termiti di ottenere energia dal legno" ha detto Chisato Kitsukawa, un manager per le pubbliche relazioni della casa giapponese. "Le nostre bio-batterie sono ecologiche e hanno un grandissimo potenziale poiché non usano ne metalli ne pericolosi composti chimici" ha poi aggiunto.

Da pezzi di carta frammenti di legno si ottiene la cellulosa, che è uno zucchero a catena lunga che si trova negli strati più superficiali delle piante. Gli enzimi nella soluzione rompono la catena della cellulosa e gli zuccheri sono quindi processati ulteriormente da un altro gruppo di enzimi che creano ioni idrogeno e elettroni. Questi elettroni producono l'elettricità percorrendo i circuiti esterni alla batteria, mentre gli ioni idrogeno si uniscono all'ossigeno e creano acqua.

Bisogna però precisare che per quanto bello possa sembrare, il prodotto rimane comunque solo un utile prototipo. Infatti la batteria non riesce ancora a produrre potenze commercialmente rilevanti.

Google Maps per Android ora mostra anche mappe dei centri commerciali e degli aeroporti

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Google Maps per Android ora mostra anche mappe dei centri commerciali e degli aeroporti Grazie alla nuova versione di Google Maps per dispositivi Android, la famosa frase “voi siete qui” che appariva sempre sulle mappe dei centri commerciali acquisterà tutto un altro significato. L’ultimo aggiornamento per il software di mappe più famoso del mondo, infatti, ha aggiunto una nuova funzione che permetterà di orientarsi anche all’interno delle grandi attività commerciali.

 Ovviamente il progetto è appena partito e ci vorrà del tempo prima che anche i grandi centri commerciali italiani si aggiornino e si accreditino presso Mountain View, ma l’idea della Grande G è davvero encomiabile e potrà risultare estremamente utile per gli utenti. Quante volte siete andati alla ricerca del bagno in un grande magazzino? Del bancomat più vicino? Di quel particolare negozio? Grazie a Google Maps ora si potrà arrivare a destinazione anche all’interno di questi grandi labirinti moderni, pieni di shopping e spese. L’app sarebbe persino in grado di rilevare il piano su cui si trova l’utente. Anche gli aeroporti sono stati mappati, o almeno hanno iniziato a farlo. In questo momento, infatti, solamente 18 stazioni aeroportuali sono disponibili con questo servizio e sono tutte dislocate in America, come San Francisco e Las Vegas. Occorrerà avere anche qui un po’ di pazienza, ma lentamente, com’è stato per Street View, la novità si espanderà a tutto il mondo. L’integrazione delle attività commerciali, inoltre, potrebbe far partire un servizio molto simile a Foursquare per il futuro. Le potenzialità sono infinite. Google ha già invitato tutti i commercianti a “registrarsi” su Google, così da poter essere inseriti nelle mappe ed essere più facilmente rintracciati.