Freeware, attenti alla truffa: il caso Estesa

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Leggere sempre con grande attenzione le condizioni di utilizzo e scaricare solo da portali fidati. A volte, però, queste precauzioni di base non sono sufficienti nello scegliere i software gratuiti, i freeware, da installare sul computer. E’ il caso della società Estesa Limited, che è stata multata dall’Antitrust per 1,5 milioni di euro per truffa, con relativo fascicolo aperto dalla procura di Roma e notevoli danni d’immagine.

Estesa è stata sanzionata per un affair che ha coinvolto 25 mila consumatori. La pratica commerciale ingannevole era messa a punto sul sito www.italia-programmi.net. Per scaricare i programmi, proposti come gratuiti, bastava solo registrare i dati personali. Quello che non veniva esplicitato è che il consumatore contraeva così un contratto biennale, da corrispondere con un pagamento annuo di 96 euro. O meglio, nella pagina di registrazione le condizioni di utilizzo erano riportate, ma “con un’evidenza grafica non sufficiente a una immediata comprensione”, a giudizio dell’Authority.

Grazie all’ottimo posizionamento sui motori di ricerca, moltissimi visitatori alla ricerca di freeware transitavano sul sito. I malcapitati che hanno scaricato i file eseguibili si sono accorti che qualcosa non quadrava pochi giorni dopo il download. Trascorsi 10 giorni dalla registrazione, infatti, Estesa iniziava a martellare gli utenti via mail o lettere con solleciti di pagamento, anche dai toni minacciosi.

Armiamoci di lente d’ingrandimento, quindi, perché le brutte sorprese possono nascere da piccoli font.

Prestito eBook: una nuova risorsa per i lettori

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La cultura non ha prezzo, però grazie alla legge Levi, in vigore dal 1 settembre 2011, non sarà più possibile aspettarsi sconti superiori al 15% sul prezzo dei libri. Molti lettori insoddisfatti potrebbero cercare di appagare le proprie necessità culturali spostando il loro interesse dal supporto cartaceo a quello digitale. Questa normativa, infatti, non intacca il settore degli ebooks che tuttavia sono gravati dall’IVA al 20% (per il supporto cartaceo è invece il 4%).

Una valida alternativa per chi vuole comunque leggere senza dover spendere cifre esorbitanti sembra essere offerta dal prestito. Questo sistema di distribuzione remoto via internet, già attivo oltreoceano da quasi 10 anni, è approdato anche in Italia. A seguire questo fenomeno sarà MediaLibraryOnLine, portale di “digital lending”, sviluppato dalla Horizons Unlimited di Bologna, presente già in circa mille biblioteche in 4 regioni e che entro quest’anno conta di raggiungere 1.500 biblioteche in 6 regioni.

Le biblioteche forniranno i libri digitali che verranno scaricati dagli utenti iscritti al servizio che così potranno usufruirne per un tempo determinato leggendolo sul proprio computer o su un device mobile. Al termine del periodo di prestito il file risulterà illeggibile. Il materiale sarà fornito da Edigita, società per la distribuzione di ebook partecipata in parti uguali da RCS Libri, Messaggerie Italiane e Gruppo Feltrinelli.

Secondo Giulio Blasi, amministratore unico di Horizons Unlimited srl, “l’apertura del servizio di download a tempo con Edigita costituisce il primo passo importante dell’ecosistema editoriale e bibliotecario italiano per mettersi in pari con le opportunità di accesso al digitale presenti sul mercato americano. Il lavoro fatto con Edigita è il primo passo verso un lavoro di cooperazione e di integrazione che verrà esteso a tutte gli editori e a tutte le piattaforme distributive che svilupperanno un’offerta specifica per il mercato bibliotecario italiano”.

Un’altra proposta arriva da Ultimabooks, una delle numerose appendici della Book Farm Simplicissimus: pay per read machine consentirà il prestito per due giorni o una settimana ad un costo fisso. Anche in questo caso scaduti i termini il DRM cancellerà il documento dal nostro hard disk o eReader.

L’idea di eliminare il concetto di possesso dal mondo dei contenuti digitali rappresenta quindi un nuovo orizzonte.

Su questo scenario che si sta ora delineando sembra affacciarsi anche il colosso Amazon che vorrebbe implementare un sistema di servizio di prestito e forse di vendita di ebooks, basato su un abbonamento, introducendo nel mercato anche un proprio tablet. “Pay-per-use”: una cifra mensile per accedere ad un certo numero di titoli senza muoversi da casa. Vedremo come si svilupperà la trattativa con gli editori e quali effetti potrebbe avere anche nel nostro paese.

Youtube: presto i sottotitoli anche in Italiano

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Già dallo scorso Novembre YouTube ha iniziato a sperimentare, con un serie di partner, la trascrizione delle parole di un video  generata automaticamente da un software speech-to-text che la traduce in sottotitoli. In pratica questa tecnologia di trascrizione automatica è in grado di rendere fruibile un video di Youtube alle persone che soffrono di un qualche tipo di disabilità auditiva. Per ora però questa funzionalità sarà integrata di default solo sui video in lingua inglese. Anche se nel blog di Youtube viene specificato che il prima possibile questa funzione sarà estesa ad altre lingue.

Per attivarla sarà sufficiente selezionare il pulsante “Request processing“ al momento dell’upload per velocizzare il processo, anche se l’idea è quella di estendere la tecnologia a tutti i filmati online. Nel giro di pochi giorni i video di Youtube, oltre ad avere questa nuova funzionalità, daranno la possibilità di indicare in che lingua visualizzare i sottotitoli, scegliendola tra una lista che include anche l’italiano. Una piccola rivoluzione che potrebbe dare il colpo di grazia alle barriere linguistiche sulla Rete e permettere a tante persone di fruire di contenuti incomprensibili fino ad ora.

Un’altra premessa imprescindibile è che questi video abbiamo una traccia audio chiara, senza sovrapposizione di voci, rumori di sottofondo e via dicendo. Anche questi presupposti non posso evitare alla nuova tecnologia di commettere errori di trascrizione. Per non parlare della traduzione di Google Translate, lungi da essere perfetta.

Nonostante tutto ciò  quella di Youtube si presenta come un’innovazione degna di nota che consentirà di far guadagnare alle persone in conoscenza ma che genererà un flusso in entrata anche per Google (proprietario di Youtube). Il sistema delle trascrizioni infatti permetterà a Google e alla sua piattaforma pubblicitaria, grazie a parole precise, di contestualizzare al meglio l’advertising sul sito.

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